ESTATE IN STAZIONE SABATO 30 LUGLIO il ricordo di due personaggi che hanno scritto la storia del novecento italiano
Sabato 30 Luglio allo scalo merci della stazione di Velletri
il ricordo di due grandi personaggi della storia del novecento italiano
VITTORIO GASSMAN E
RODOLFO WILCOK due storie – due biografie – due concittadini acquisiti
Sabato 30
Luglio nel quadro del programma de ESTATE IN STAZIONE manifestazione
organizzata dalla Fondazione Museo Luigi Magni e Lucia Mirisola e dal CNGEI di
Velletri nel ricordo dell’Assessora Romina Trenta avremo una serata
interessante dedicata al ricordo di due grandi personaggi della storia del
novecento italiano VITTORIO GASSMAN e RODOLFO WILCOK entrambi vissuti per un
lungo periodo della loro vita sul nostro territorio.
VITTORIO
GASSMAN è legato alla storia di Velletri, perché comprò negli quaranta del
novecento una bella proprietà in Contrada Cigliolo, dove ha trascorso lunghi periodi
della sua vita, la stessa proprietà è ancora della sua famiglia. A Velletri ha
sposato Diletta D’Andrea la sua ultima compagna di vita. Nel centenario della
sua nascita e nel ricordo delle magistrali interpretazioni di Catone in
Scipione detto anche l’Africano e Scarpia ne La Tosca del maestro Luigi Magni,
la fondazione Magni /Mirisola ha deciso nel programma di Agosto de Estate in
Stazione di dedicare ampio spazio al suo ricordo. Si inizierà con la
presentazione del volume del prof. Gerry Guida dedicato al capolavoro di Dino
Risi “IL SORPASSO” per poi in Agosto passare ad una serie di proiezioni dei
film più famosi da lui interpretati due date particolari saranno dedicate a Scipione
detto anche l’Africano e alla Tosca dove oltre alla proiezione dei film saranno
esposti alcuni documenti originali relativi ai due film.
RODOLFO WILCOK
per parlare di questo illustre personaggio prendiamo a pretesto un testo di
Marisa Monteferri presidente de La Vigna dei Poeti apparso sulla testata
veliterna “Velletri Life”: “Nessuno avrebbe potuto immaginare o prevedere che
un giorno Wilcock sarebbe arrivato in Italia per stabilirvisi definitivamente e
che da Roma, la capitale tanto amata per la sua storia imperiale e per le
grandi opere, inclusi i monumenti, arrivati quasi intatti fino ai nostri giorni
dopo 2000 anni, Rodolfo sarebbe approdato a Velletri in cerca di un luogo
tranquillo e riservato dove vivere e lavorare. Nessuno avrebbe potuto sapere
che sarebbe stato nostro concittadino residente a Colle Formica, per circa un
decennio, pagando le tasse al nostro comune e usufruendo di quei pochi, scarsi
e maldestri servizi urbani e civici dell’epoca. Scelse di abitare in campagna
avendo bisogno di tranquillità assoluta per svolgere il suo lavoro di
intellettuale. La creatività del lavoro intellettuale di letterato e scrittore
sta soprattutto nella concentrazione; un lavoro che rende solitari, fatto che
aumentò la sua fama di solitario. Invece era uno che ripartiva bene il suo
tempo e non amava perderlo inutilmente: era, semmai un uomo intelligente che
stava bene con se stesso ma non un solitario in assoluto. Comprò la casa
veliterna con 2 ettari di terreno intorno dal signor Angelo Rocchi, nonno del
nostro concittadino Dario Di Luzio, estirpò la vigna circostante e piantò un
bosco di eucalipti; era un albero che andava di moda, dopo la bonifica della
pianura pontina, in cui gli eucalipti erano stati utilizzati per drenare le
terre strappate alla palude. Era l’unico bosco di eucalipti in tutta Velletri.
Davanti all’ingresso di casa Wilcock costruì, come si usa in Argentina e in
America latina, un patio con mattonelle floreali tendenti all’azzurro: il tempo
e le intemperie le hanno scalfite ma sono tutt’ora li per essere ancora
ammirate. Anche la casa non ha subito mutamenti o rifacimenti di rilievo e la
natura circostante cresce spontanea per abbellirla selvaggiamente, pur se
tenuta a bada da Rocco, un operaio che taglia, pota, semina, sarmenta e
decespuglia con veemenza. La scelta di Rodolfo di vivere in campagna fu molto
oculata e proficua: a Velletri scrisse molti dei suoi libri più importanti,
ormai reperibili solo su Amazon, tradusse molti autori stranieri, Da
Shakespeare a Marlowe, a Beckett. Tradusse anche molti testi di teatro e ne
scrisse di suoi: oltre ad essere giornalista, critico letterario, scrittore,
intellettuale amico di Borges, poeta, era anche drammaturgo. Il regista Luca
Ronconi, un nome per tutti, diresse un suo testo teatrale al teatro Argentina e
a Parigi, con molti litigi burrascosi tra i due. Tutte le sue opere che vanno
da 1968 al 1970 sono state concepite e realizzate a Velletri: di questo, noi
veliterni ce ne possiamo davvero vantare ed esserne orgogliosi. Wilcock era
anche laureato in ingegneria civile e svolse questo lavoro in patria, durante
la costruzione della ferrovia che corre su per le Ande, la trans-andina. Rodolfo
Wilcock aveva anche ottime doti di attore, visto che Pier Paolo Pasolini gli
affidò la parte di Caifa nel suo film “Il Vangelo secondo Matteo”. Il periodo
veliterno fu molto soddisfacente per la sua creatività artistica e per la sua
affermazione personale. Tuttavia, quando gli impegni di lavoro si fecero più
pressanti, decise di tornare ad abitare a Roma, zona Capannelle, nelle
periferia est della capitale, in una casa a piano terra immersa in un piccolo
giardino dove crescevano fiori e frutta. Il figlio Livio rimase nella casa di
Velletri ma lo raggiungeva spesso per passare dei periodi con lui. Non c’era il
patio, in quella casa che Wicock aveva preso in affitto; c’erano tre scalini
davanti alla porta d’ingesso, dove Wilcock si sedeva spesso, quando il tempo
era buono, a discutere con gli amici che gli facevano visita, a bere un caffè,
a riflettere mentre i suoi cani gli scodinzolavano intorno e il traffico
scorreva su via Demetriade. Andare in centro partendo da via Demetriade ora
richiedeva poco tempo: quella casa gli garantiva una buona tranquillità per
continuare a lavorare con la tenacia e il rigore che lo contraddistinguevano.
Sia durante gli anni veliterni che in quelli romani compì alcuni viaggi
all’estero e ospitò amici e colleghi di fama internazionale che venivano a
fargli visita dal sud America e da altre nazioni. infine dovette lasciare
quella casa in affitto, si trasferì a Lubriano, nel viterbese, dove visse e
lavorò ancora per qualche anno: nel 1978 lo colse la morte mentre rileggeva le
ultime pagine di “Biglietti da vista”, di Douglas, la sua ultima traduzione. E
fu subito mito e ricordo indelebile.
Vi aspettiamo
quindi Sabato 30 Luglio si inizia alle 19.30 non mancate per onorare due uomini
che hanno scritto la storia
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Rodolfo Wilcok |
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Vittorio Gassman |
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